In Cina è allarme solitudine, soprattutto per i più giovani. A sottolineare questa preoccupante tendenza sociale è la cosiddetta “companionship economy” (economia della compagnia): sempre più persone pagano qualcuno che le ascolti e con cui chattare.
Sul social Xiaohongshu, molto diffuso in Cina, sta spopolando l’hashtag “companion chat”, utilizzato per trovare persone disposte a comprare o vendere una conversazione umana.
Il costo di questo servizio si aggira tra gli 8 e i 50 yuan (ossia tra 1 e 6,50 ) per trenta minuti di conversazione in chat. Secondo il South China Morning Post, la principale causa di questo nuovo trend è il vertiginoso aumento demografico del paese e la conseguente, e proporzionale, crescita della popolazione single.
Secondo l’ultimo censimento ordinato dal governo di Pechino, datato 2020, ci sono più di 134 milioni di persone non sposate nella fascia di età 20-49 anni, più dell’intera popolazione del Giappone. Di conseguenza, il mercato delle attività per sfuggire alla solitudine è cresciuto enormemente: chatbot basati sull’intelligenza artificiale (IA), cosplayer umani che offrono incontri di persona dietro pagamento e, ovviamente, la prostituzione.
Un duro commento su questa tendenza arriva da Wang Pan, professore associato di studi cinesi e asiatici presso l’Università del Nuovo Galles del Sud e autore di Love and Marriage in Globalizing China: “Questa fiorente economia della compagnia è una risposta ai cambiamenti demografici della Cina: la popolazione è diventata sempre più sola, quindi le persone hanno un forte desiderio di amore, intimità e amicizia. Questo ha creato uno spazio per la crescita di un business che è diventato anche molto redditizio.”










